
Kasparhauser ISSN 2282-1031
Fine del racconto heideggeriano
di Marco Baldino
XVI | 2018
DOWNLOAD PDF 1,33 MB
ABSTRACT
Dopo il declino del racconto marxista, Heidegger assurge a nuovo grande riferimento spirituale. Il racconto dell’emancipazione dallo sradicamento nichilistico e dello schiudersi di un altro inizio, recupera in qualche modo quella parte delle istanze del movimento degli anni ’70 che non si era infranta contro il disincanto postmoderno. Per comprendere questo singolare avvicendamento, va notato che marxismo e heideggerismo manifestano entrambi un carattere messianico. Negli anni ’30 Heidegger elabora quell’ontologia dell’evento in cui si profila l’attesa di un ultimo dio destinato a salvare la terra dalla catastrofe tecnologica. L’attuale dibattito sui Quaderni Neri è il sintomo della crisi di questa narrazione, la presa di coscienza del fatto che la mistica dell’altro inizio si sta rivelando, nell’economia del pensiero heideggeriano, strutturalmente antisemita.
Indice
I. La genialità del male
Il principio heideggeriano del cricolo ermeneutico
Il pre-concetto antisemita.
L’assenza di pensiero genera il male
Può esistere un grande uomo senza pensiero?
Può esistere un “grande pensiero” come correlato di una miserabile biografia?
Il male può esprimersi anche attraverso la creatività dell’uomo di genio
II. Profetismo e tecnica nella fondazione del nuovo inizio
Il “calcolo predittivo” e la “profezia”
L’“attitudine al calcolo” degli Ebrei
Cascami della propaganda antisemita
Ebraismo e Storia dell’Essere
Autoannientamento
III. Unbekanntes Zeichen
Il segno sconosciuto
Uno stratagemma strong-textualist
Un incisione di Ephraim Moses Lilien
il Dybbuk
IV. Sofistica e razzismo di stato
Il gioco della filosofia fin dal V secolo a.C.
La sofistica, un peccato imperdonabile
La lotta per il controllo dei meccanismi di selezione della classe politica
Un professionismo incapace di esercitare una vera presa sulla Paideia
V. Il discredito del vizio
Ai Quaderni neri non va applicato il criterio tradizionale di indagine filologica?
Un’“allegoria di errori”
Esistono cioè solo letture “viziate”
L’inganno dell’interpretazione autentica
Una feroce Misdeutung
VI. Quadratura della redenzione
Colpa metafisica o della metafisica?
Lutero. Kant, Hegel, Nietzsche
Il conflitto paolino tra la carne e lo spirito
L’ebreo come agente della macchinazione tecnica
L’ebreo come agente dello sradicamento planetario di ogni ente
L’ebreo come agente della definitiva cancellazione dell’Essere
L’ebreo e l’autoannientamento della civiltà occidentale
VII. Il dramma dell’etica originaria
Un’etica originaria
L’inadeguatezza del pensiero di Heidegger rispetto alla grandezza del suo atesso tema
Il nazismo come semplice deviazione?
Essere conseguente con le proprie premesse: la ripetizione del problema dell’essere e l’andare fenomenologico alla cosa stessa
La catastrofe
VIII. La mistica dell’altro pensiero
L’interdetto kantiano contro l’intuizione intellettuale
L’Essere “in assoluto” e l’interruzione di Essere e tempo
La melediione della Metafisica
Un altro pensiero
L’abbandona dell’interdetto kantiano contro la mistica
IX. Quasi un’intervista
La questione della responsabilità della filosofia
È possibile un ridimensionamento della responsabilità di Heidegger?
Ne va cioè della filosofia stessa? Non c’è una teoresi heideggeriana da valutare separatamente, c’è piuttosto un’ontologia in cui l’agire, che è il “vero pensare, si basa sul solo rapporto all’Essere.
X. Appendice
Professionismo, settarismo, antisemitismo
Un abbaglio momentaneo
Una scabrosa comparsa
La globalizzazione come succedaneo post-nazista di americanismo e ebraismo mondiale.
L’effettualità del penseiro
Insulti
