• 11 Aprile 2024 | Contro-poesia | |

    Che cosa sta accadendo? La poesia, fino a ieri cenerentola dell’industria culturale contemporanea, è forse pronta a essere incoronata dal principe dell’estetizzazione? Una semplice estensione alla poesia odierna delle tesi di Franco Fortini sul surrealismo di massa gestito da televisione e nuovi media – una sorta di avanguardia per tutti che utilizzerebbe parassitariamente le tecniche della finzione letteraria neutralizzandone il potenziale dirompente – è una strategia interpretativa esposta però a notevoli rischi.

  • 28 Marzo 2024 | Contro-poesia | |

    La Heim della poesia a mio avviso infatti si trova sotto le acque straniere dell’oceano alieno e bambino intorno a cui Lem ha costruito il suo Solaris. In definitiva Il dio di Norimberga vorrebbe essere una ricerca in qualche modo legata al senso di panico come fondamento ancestrale del segno e dell’umano. Allo stesso tempo in poesia mi pare che mai tutto torni secondo progetti, disegni precisi. Un libro deve portare e portarsi fuori orbita, mettersi da solo in discussione, rovesciarsi.

  • 28 Febbraio 2024 | Estetica, Phaenomenologica | |

    La fenomenologia del significato [Bedeutung] dei termini messa a punto da Ingarden distingue i nomi e i verbi. Noi tralasceremo le analisi relative al verbo, parallele a quelle dedicate al nome. Ogni nome possiede un contenuto «materiale» di significato, che non è pensato nel contesto delle differenziazioni immanenti all’interno di un lessico ma in quello, logico, della determinazione dell’oggetto intenzionato. «La funzione del contenuto materiale si fonda sul determinare- tale oggetto nella sua consistenza qualitativa» [30]. Il significato di un nome possiede dunque una struttura incoativa di determinazione che si può comprendere come una sorta di enunciazione potenziale, tutto ciò ci avvicina ad una prospettiva autenticamente semantica.

  • 11 Gennaio 2024 | Postmoderno | |

    Merleau-Ponty dunque abbandona lo schema classico precedentemente descritto in favore di uno schema maggiormente fenomenologico, centrato sulla nostra apertura carnale al mondo, inconscia per principio. Un'apertura, questa, dalle molteplici stratificazioni (senso-motoria, immaginario-desiderante), ma che il filosofo, come si sa, intende riconsiderare a partire dai fondamenti percettivi della vita intellettiva. «L'inconscio non è sprofondamento di pensieri, meccanismi nascosti, ma funzionamento di legami percettivi », afferma il corso sulla passività del 1955; e, simmetricamente, «la percezione è il vero inconscio». «L'inconscio: eccesso del percettivo sul nozionale»: se l'inconscio è implicato nell'eccesso del percettivo sul nozionale, esso chiama in causa anche l'eccesso dell'onirico sul percettivo: è anche «il fondo onirico pre-oggettivo di ogni percezione».