La concezione merleau-pontiana dell’inconscio nei manoscritti tardi (II)
In queste espressioni è possibile scorgere immediatamente due riferimenti: il lasciar-essere di Heidegger e, ancor più evidente, la Bejahung che Lacan riprende da Freud; tuttavia alla luce di un’analisi più dettagliata sia degli inediti che della biblioteca di Merleau-Ponty, si capisce che quest’ultimo si appropria, forse troppo rapidamente, di espressioni che gli sono funzionali, poiché esprimono chiaramente un’idea, un movimento speculativo che gli è proprio già da lungo tempo: siamo dunque di fronte a delle prossimità terminologiche che, però, non implicano una contaminazione diffusa nel pensiero del filosofo. Questo non è affatto un fenomeno isolato, anzi è piuttosto emblematico del suo tardo rapporto con Heidegger

