Circa guidocavalli

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Sulla poesia che cura

Quando penso alla parola poetica, mi riferisco alla parola che si dice, che si canta, che si ascolta e che non solo si legge. Da sempre voce, suono e sonorità sono stati elementi fondanti, costitutivi praticati nell’azione “orante”, “dicente”, parlante, intendendo il Dire come atto. Atto del Dire. Atto potente, magnifico, incantatorio. Atto che si è sempre situato tra lo scrivere e l’ascoltare, compenetrandosi tutti l’un l’altro.

2025-03-03T12:02:53+00:0028 Febbraio 2025|Contro-poesia|

Ascoltare il nostro ascolto

È nella chiamata e risposta tra coloro che partecipano allo scambio e lo co-creano che avviene l’ascolto. Quando sboccia l'ascolto, emerge un "qualcosa" di terzo che trasporta chi chiama e chi risponde lungo il percorso che fanno insieme, scambiando chiamata e risposta avanti e indietro. Quando si accende e si ravviva, lo scambio diventa una specie di fuoco le cui fiamme si protendono verso tutto ciò che offre qualcosa da ascoltare, e tutto offre qualcosa.

2024-06-19T12:08:42+00:0018 Giugno 2024|Postmoderno|

Contro la poesia. La posizione barbara

Che cosa sta accadendo? La poesia, fino a ieri cenerentola dell’industria culturale contemporanea, è forse pronta a essere incoronata dal principe dell’estetizzazione? Una semplice estensione alla poesia odierna delle tesi di Franco Fortini sul surrealismo di massa gestito da televisione e nuovi media – una sorta di avanguardia per tutti che utilizzerebbe parassitariamente le tecniche della finzione letteraria neutralizzandone il potenziale dirompente – è una strategia interpretativa esposta però a notevoli rischi.

2024-04-11T13:10:43+00:0011 Aprile 2024|Contro-poesia|

Per una pedagogia aliena. Nota a Il dio di Norimberga

La Heim della poesia a mio avviso infatti si trova sotto le acque straniere dell’oceano alieno e bambino intorno a cui Lem ha costruito il suo Solaris. In definitiva Il dio di Norimberga vorrebbe essere una ricerca in qualche modo legata al senso di panico come fondamento ancestrale del segno e dell’umano. Allo stesso tempo in poesia mi pare che mai tutto torni secondo progetti, disegni precisi. Un libro deve portare e portarsi fuori orbita, mettersi da solo in discussione, rovesciarsi.

2024-04-05T10:22:11+00:0028 Marzo 2024|Contro-poesia|

Lynch e Refn: forme del Male

Merleau-Ponty dunque abbandona lo schema classico precedentemente descritto in favore di uno schema maggiormente fenomenologico, centrato sulla nostra apertura carnale al mondo, inconscia per principio. Un'apertura, questa, dalle molteplici stratificazioni (senso-motoria, immaginario-desiderante), ma che il filosofo, come si sa, intende riconsiderare a partire dai fondamenti percettivi della vita intellettiva. «L'inconscio non è sprofondamento di pensieri, meccanismi nascosti, ma funzionamento di legami percettivi », afferma il corso sulla passività del 1955; e, simmetricamente, «la percezione è il vero inconscio». «L'inconscio: eccesso del percettivo sul nozionale»: se l'inconscio è implicato nell'eccesso del percettivo sul nozionale, esso chiama in causa anche l'eccesso dell'onirico sul percettivo: è anche «il fondo onirico pre-oggettivo di ogni percezione».

2024-03-08T11:20:59+00:0011 Gennaio 2024|Postmoderno|

Fine del racconto heideggeriano

Kasparhauser ISSN 2282-1031 Fine del racconto heideggeriano di Marco Baldino XVI | 2018 DOWNLOAD PDF 1,33 MB ABSTRACT Dopo il declino del racconto marxista, Heidegger assurge a nuovo grande riferimento spirituale. Il racconto dell’emancipazione dallo sradicamento nichilistico e dello schiudersi di un altro inizio, recupera in qualche modo quella parte delle istanze del movimento degli anni ’70 che non si era infranta contro il disincanto postmoderno. Per comprendere questo singolare avvicendamento, va notato che marxismo e heideggerismo manifestano entrambi un carattere messianico. Negli anni ’30 Heidegger elabora quell’ontologia dell’evento in cui si profila l’attesa di un ultimo dio destinato a salvare la terra dalla catastrofe tecnologica. L’attuale dibattito sui Quaderni Neri è il sintomo della crisi di questa narrazione, la presa di coscienza [...]

2024-03-08T11:23:30+00:001 Gennaio 2018|Monografie|

Andrej Tarkovskij: Il tempo scolpito e l’eredità perduta

Kasparhauser ISSN 2282-1031 Andrej Tarkovskij: Il tempo scolpito e l'eredità perduta Percorsi di ricerca a trent’anni dalla scomparsa A cura di Guido Cavalli e Lorenzo Lasagna XV | 2017 VERSIONE PDF INTRODUZIONE Guido Cavalli Nichilismo e fede nell’estetica di Andrej Tarkovskij L’arte è l’immagine anticipata del mondo, come sarà e come è stato oltre il vuoto del tempo. L’atto della creazione e l’opera d’arte vedono la stessa cosa. L’uomo che crea riguarda ciò che il creatore ha contemplato in quel giorno. La sua creaturalità è il suo linguaggio, ciò che egli dice è la sua stessa creaturalità. Lorenzo Lasagna Solaris di Andrej Tarkovskij. Un approccio teoretico Il presente articolo è lo sviluppo di alcune brevi note scritte ormai quasi venticinque anni fa, per [...]

2024-03-08T11:23:46+00:001 Gennaio 2017|Monografie|
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