Kasparhauser ISSN 2282-1031

Postmoderno

  • Opera di Nicola Samorì
    26 Dicembre 2025 | Estetica, Phaenomenologica, Postmoderno |

    È chiaramente un’esperienza ai limiti dell’umano quella narrata da Spitz. Il deperimento improvviso e irreversibile dell’universo – che marcisce nelle proprie singole membra come un corpo affetto dall’inesauribile propagarsi in esso di cacrenose fungazioni saprofite – diventa poco a poco uno spettacolo tanto agghiacciante quanto irresistibile per Poldonski. Posseduto in maniera quasi monomaniacale da una sorta di incontenibile cupio dissolvi travagliata da una sensibilità densamente fenomenologica, l’artista sviluppa una spontanea e spietata scopofilia mortuaria a cui egli stesso non riesce più a porre un margine di contenimento. Dinanzi a lui fragilissimi crani lisci e giallastri si disgregano da un momento all’altro senza una causa effettiva, tibie e casse toraciche appaiono sospesi all’interno dei lunghi tunnel della metropolitana ridotta a desolati intrecci di caverne risalenti ad una postulatoria preistoria tecno-industriale, orbite cave scrutano il cielo trasformato in una stinta superficie biancastra sempre uguale a se stessa...

  • 18 Giugno 2024 | Postmoderno | |

    È nella chiamata e risposta tra coloro che partecipano allo scambio e lo co-creano che avviene l’ascolto. Quando sboccia l'ascolto, emerge un "qualcosa" di terzo che trasporta chi chiama e chi risponde lungo il percorso che fanno insieme, scambiando chiamata e risposta avanti e indietro. Quando si accende e si ravviva, lo scambio diventa una specie di fuoco le cui fiamme si protendono verso tutto ciò che offre qualcosa da ascoltare, e tutto offre qualcosa.

  • 11 Gennaio 2024 | Postmoderno | |

    Merleau-Ponty dunque abbandona lo schema classico precedentemente descritto in favore di uno schema maggiormente fenomenologico, centrato sulla nostra apertura carnale al mondo, inconscia per principio. Un'apertura, questa, dalle molteplici stratificazioni (senso-motoria, immaginario-desiderante), ma che il filosofo, come si sa, intende riconsiderare a partire dai fondamenti percettivi della vita intellettiva. «L'inconscio non è sprofondamento di pensieri, meccanismi nascosti, ma funzionamento di legami percettivi », afferma il corso sulla passività del 1955; e, simmetricamente, «la percezione è il vero inconscio». «L'inconscio: eccesso del percettivo sul nozionale»: se l'inconscio è implicato nell'eccesso del percettivo sul nozionale, esso chiama in causa anche l'eccesso dell'onirico sul percettivo: è anche «il fondo onirico pre-oggettivo di ogni percezione».

  • 29 Novembre 2022 | Postmoderno | |

    ONDE deriva da Waves (The wave) di Virginia Woolf, oltre che dalle onde elettromagnetiche che si incrociano, si fondono etc attorno e dentro di noi. (I brani introduttivi alle varie sezioni del romanzo, con il ritmo che li sorregge). E VW compare in due sezioni, tradotte da me da Gita al faro: la madre giovane contemplata nella memoria. Vi è una incertezza e un oscillare semantico, sintattico, e della lingua stessa (italiano, inglese), che è attraversato da una musica "non per l'orecchio sensibile, ma per la mente" (Keats: not to the sensual ear). Come viene detto: "le parole si incrociano e creano le storie".